Selettore titoli




Controindicazioni all'uso operativo dell'analisi fondamentale

Venerdì 14 Agosto 2009 17:13

1) I mercati si muovono anticipando le prospettive future delle aziende. L’ analisi fondamentale si basa su dati del passato o su stime condizionate dal passato.

2) Gli studi di analisi fondamentale richiedono informazioni difficilmente reperibili e costi non alla portata del singolo risparmiatore, che si deve affidare ai Reports delle società di Analisi.

3) L’ analista si basa su informazioni provenienti dal management. L’ affidabilità dell’ analisi dipende dalla trasparenza delle comunicazioni al mercato del management.

4) Spesso le analisi sono viziate da conflitto di interesse perchè realizzate dalle stesse Banche d’ Affari che prestano consulenza o curano operazioni di finanza straordinaria nei confronti delle aziende che poi analizzano. E’ difficile giudicare male pubblicamente i propri clienti.

5) Normalmente le analisi vengono prima diffuse in via riservata presso la clientela primaria della Banca d’ Affari e solo a distanza di giorni rese di pubblico dominio. C’è il pericolo che l’ indicazione pubblicata giunga in ritardo o addirittura serva per consentire il realizzo di guadagni a chi l’ ha avuta in anticipo.

6) Soprattutto l’ analisi fondamentale prescinde da ogni considerazione di finanza comportamentale. Non considera il “sentiment” (emotività) del mercato. Non può prevedere quando la sottovalutazione sarà colmata. Può accadere molto spesso che un titolo sottovalutato continui a scendere, oppure che un titolo già sopravvalutato continui a salire. Ai fini dell’ utilizzo speculativo non è importante la reale sottovalutazione, ma la percezione che il mercato ha della sottovalutazione del titolo. Non serve avere ragione se il mercato non è disposto a muoversi nella direzione auspicata.